Nigeria. Cinque anni fa il rapimento di Chibok

In occasione del 5° anniversario del rapimento delle studentesse di Chibok, l’appena ri-eletto presidente Buhari fa l’ennesima promessa, libereremo tutte le ragazze rapite da Boko Haram.

La stessa promessa che fece 4 anni fa quando salì al potere. Promessa MAI mantenuta.

Alcune delle giovani ora sono libere, stanno studiando, alcune studiano in Nigeria altre all’estero. Alcune sono tornate a casa dalle loro famiglie.

Ma a cinque anni dal loro rapimento, i destini di oltre 100 altre studentesse che sono state rapite in quella scuola di Chibok, nel nord-est della Nigeria, sono sconosciuti. Sono ancora prigioniere di Boko Haram, alcune costrette a convertirsi all’Islam e a sposare i loro stessi rapitori, altre diventate schiave sessuali dei miliziani jhadisti, altre ancora morte, con ogni probabilità diventate bombe umane, kamikaze negli attentati che in questi anni hanno devastato il nord-est della Nigeria.

Domenica scorsa, nella commemorazione del quinto anniversario del rapimento dal villaggio di Chibok avvenuto il 14 aprile 2014, il presidente Muhammadu Buhari ha ribadito il suo impegno che aveva fatto anni fa per liberare tutte le studentesse.

Bring Back Our Girls

Non riposeremo finché tutte le ragazze restanti non saranno di nuovo riunite con le loro famiglie“, ha detto sul suo account Twitter ufficiale. Ho fatto questa promessa quando sono diventato presidente, e manterrò quella promessa

Il 14 aprile 2014 i miliziani di Boko Haram hanno assaltato una scuola femminile a Chibok e hanno portato via oltre 200 ragazze che erano lì per sostenere gli esami il giorno successivo. Un atto che ha attirato l’attenzione diffusa in tutto il mondo con l’hashtag #BringBackOurGirls dei social media a sostegno della loro liberazione.

Quello fu solo il primo rapimento di massa compiuto da Boko Haram. In questi ultimi 5 anni i miliziani islamisti potrebbero aver rapito oltre duemila donne e ragazze. Durante i loro innumerevoli assalti ai villaggi infatti, Boko Haram sistematicamente uccide gli uomini e porta con se giovani ragazze, donne e perfino bambini.

Boko Haram ha provocato oltre 2,7 milioni di profughi, causato una gravissima crisi umanitaria attorno al lago Ciad aggravata dalla siccità perdurante, ucciso oltre cinquemila persone, oltre un milione di bambini non può più andare a scuola.

Il messaggio del presidente Buhari è arrivato dopo mesi di silenzio sull’argomento, e a malapena accennato nel suo programma elettorale durante le elezioni presidenziali di quest’anno. I rapimenti sistematici di Boko Haram sembrano non interessare più il mondo e i mass-media occidentali.

Perfino i manifestanti che una volta marciavano tutti i giorni a Unity Fountain ad Abuja, la capitale della Nigeria, ora rimangono in silenzio. Gli attivisti, sia a livello locale che a livello globale, che 5 anni fa avevano creato una grande attenzione in tutto il mondo, ora sembrano rassegnati al peggio.

Eppure le studentesse scomparse rimangono costantemente nelle menti e nel cuore dei loro genitori che si sono radunati domenica scorsa nella scuola di Chibok, nello stesso luogo del rapimento, per pregare per il loro ritorno.

Stanno perdendo la speranza“, ha detto Allen Manasa, portavoce del villaggio, aggiungendo che in cinque anni il governo non ha ancora informato ufficialmente i genitori che le loro figlie sono state rapite.

Questo articolo lo puoi leggere anche nel nostro blog “News dall’Africa

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