Parlo di me (Senza paura)

Maris Davis

Incipit

Da piccola, alla periferia di Benin City, sognavo che il papà la smettesse di maltrattare mamma che era la sua seconda moglie. In Nigeria anche oggi è permessa la poligamia. La mamma sop­portava tutto pur di farci mangiare. Nove tra fratelli e sorelle, 5 dalla moglie uno e 4 dalla moglie due, e mia madre (moglie due) doveva provvedere a tutti, anche ai figli non suoi.

Un Angelo, la nonna materna, mi ha portato via da quell’inferno. Se non fosse stato per lei avrei subìto l’odiosa pratica dell’infibulazione (taglio del clitoride) anch’io come le mie sorelle. Questa grande donna mi ha fatto studiare pagando i miei studi fino al diploma (in Nigeria si paga an­che per andare alla scuola dell’obbligo). Finiti gli stu­di sognavo l’Europa, e allora mio padre, per farmi contenta, mi ha “VENDUTA” in cam­bio di pochi dollari a dei “signori eleganti” e ben vestiti che mi hanno fatto arrivare in Italia. Era nella primavera del 1995.

Prima città, Torino

Prima città Torino, e quei “signori eleganti” mi presero a forza e, alla presenza della mia pri­ma mamam, mi violentarono (ripetutamente per tre giorni di seguito), mi dissero che dovevo impa­rare il mestiere. Non avevo ancora compiuto i miei 21 anni.

L’originale

Inizia così il libretto originale attraverso il quale Maris Davis, nel 2010, per la prima volta e dopo anni di paure e riflessioni, dopo un lungo periodo di ricostruzione di se stessa e di elaborazione per tutto quello che le era accaduto, fece conoscere a tutti la sua vicenda personale.
Una vicenda che ebbe inizio in Italia nel 1995, quando non aveva compiuto ancora 21 anni, e finì del tutto solo nel 2003, a Madrid. Un vicenda che ha attraversato violenze e umiliazioni, e perfino un rapimento.

La nuova edizione

La nuova edizione elaborata in formato e-book è una revisione della pubblicazione origi­nale con la quale Maris Davis ha raccontato la sua vicenda personale di schiava sessuale e vit­tima della mafia nigeriana.

Ad anni di distanza da quel quel suo primo scritto Foundation for Africa ha inteso arricchire la versione originale con ulteriori racconti e arti­coli che la stessa Maris Davis ha scritto in forma autobiografica.

Nel 2012 la vicenda di Maris Davis fu ripresa anche nel libro di Suor Eugenia BonettiSpezzare le Catene” edito da Rizzoli.

Finalità

Lo scopo di questa nuova pubblicazione è esat­tamente lo stesso di quello originale, ovvero far conoscere, da chi ha vissuto in prima persona questa devastante esperienza, il mondo della schiavitù sessuale e i meccanismi perversi della mafia nigeriana.

In Italia ci sono ancora troppe ragazze nigeria­ne vittime di tratta, tra le 27.000 e le 30.000, un numero esorbitante. Secondo le ultime statisti­che della Caritas Italiana, da sole le “nigeriane” rappresentano un terzo di tutte le donne traffi­cate a scopi sessuali e di prostituzione coatta.

Un traffico che non si ferma, se si pensa che solo in due anni, tra il 2015 e il 2016, sono en­trate in Italia, via mare, oltre 11.300 ragazze ni­geriane, tutte possibili vittime della mafia nigeriana, contro le poco più di mille di tutto il 2014. Una realtà che Maris stessa ha documenta­to.

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